Itinerari Culturali

Chiesa di Santa Maria Nascente (XX secolo)
Edificata a partire dal 1939, i lavori durarono per ben 17 anni a causa delle difficoltà provocate dal periodo bellico. Consacrata dall’Arcivescovo Giovanni Battista Montini nel 1956, è il principale edificio sacro di Meda. Il progetto della chiesa affidato all’architetto Paolo Mezzanotte ha restituito una struttura architettonica a croce latina e a navata unica. Di dimensioni imponenti, l’edificio vanta una cupola di 43 metri con un diametro di 22,4 metri. Al suo interno, degni di nota sono due angeli di Geminiano Cibau, una Madonna opera di Bernardino Luini, un Cristo in legno di Tito Meneghetti, gli angeli dell’altare e la Via Crucis attribuiti a Cesare Busnelli, un prezioso dipinto di Umberto Caimi in onore di San Giuseppe falegname e un affresco di Rivetta che decora il Battistero. Nel 1983 gli interni della chiesa sono stati completamente restaurati.

Chiesa di San Vittore
Costruita intorno al 1520 sotto la badessa Maria Cleofe Carcano, fu consacrata nel 1536 da Monsignor Giovanni Melegnani. La Chiesa, il cui accesso è consentito dal cancello di Villa Antona Traversi, presenta una facciata rettangolare di stile barocco, animata da un gioco di nicchie con statue di Santi. La struttura architettonica, a navata unica, si caratterizza per un muro trasversale eretto in corrispondenza dell’al- tare maggiore che la suddivide in due settori: quello “interiore” riservato alle monache e quello “esteriore” per il popolo. All’interno la navata è coperta da una volta a botte, divisa in otto cappelle, quattro per ogni parte. Ad ogni cappella, costruita con due archi alternati con lesene, corrisponde un alta- re. Degni di rilievo sono la decorazione a grottesche di gusto rinascimentale del soffitto a volta; la pala attribuita a Giovan Battista Crespi raffigurante il Cristo risorto adorato dai Santi Pietro, Ambrogio, Agostino, Vittore e da una monaca, ai lati della quale si possono ammirare gli affreschi di Giulio Campi “Gesù deposto con Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea” e “La Vergine con le pie donne”; il gruppo ligneo risalente al ‘500 che riproduce il “Compianto sul Cristo Morto” e altri affreschi attribuibili a Bernardino Luini e alla sua scuola. Sotto la mensa dell’altare è collocata l’urna contenente i resti dei Santi Aimo e Vermondo, trasferita presso la Chiesa di San Vittore nel 1626 per volontà delle monache del convento omonimo.

Chiesetta dei Santi Nazzaro e Celso
Collocato al confine del territorio medese, questo edificio sacro faceva parte delle cinque Chiese dell’antica Farga, citate nel 1200 dallo storico Goffredo da Bussero ed è l’unico a essersi conservato fino ai giorni nostri. Il tempio è stato consacrato alla memoria dei morti di un lazzaretto che, in passato, sorgeva nelle vicinanze. Degni di rilievo sono il pavimento del sagrato con mattoni disposti a spina di pesce e la lunetta collocata sopra la porta monumentale raffigurante la Deposizione. La Chiesetta è stata sottoposta a un primo restauro nel 1700 per volontà di donna Caterina Costanzi. Recentemente si è reso necessario un intervento di ripristino al tetto.

Santuario Santo Crocifisso
L’edificio religioso sorge sul nucleo originale della vecchia parrocchiale di Santa Maria, sebbene nel corso dei secoli abbia subito numerose trasformazioni, ultima quella risalente al 1893 ad opera dell’architetto Oderzo. E’ solamente nel 1957 che la chiesa assume la denominazione di Santuario Santo Crocifisso, poiché ad esso si attribuì la salvezza, nell’agosto del 1813, del popolo di Meda, il quale, riunito in Chiesa, uscì miracolosamente illeso da un fulmine che aveva colpito l’edificio. La parte più vecchia del campanile risale al 1873, anche se negli anni 1920-21 è stata aggiunta una cella campanaria che lo ha innalzato fino a raggiungere un’altezza di 43 metri. Le otto campane che lo compongono sono dedicate, nell’ordine, a San Sebastiano, a San Giovanni da Meda, ai Santi Aimo e Vermondo, ai contadini, ai Caduti di tutte le guerre, a San Giuseppe dei falegnami, al Santo Crocifisso e a Santa Maria Nascente. All’interno del Santuario si possono ammirare le decorazioni di Primo Busnelli risalenti al 1924 e gli affreschi attribuiti a Luigi Morgari, tra cui, in particolare, quelli raffiguranti l’ultima cena e la crocifissione.

Piazza Vittorio Veneto
In posizione sopraelevata, ospita, sul lato destro, il Palazzo De’ Capitani, imponente e austero edificio secentesco commissionato dai Conti De’ Capitani di Scalve, al cui fianco sorgono, a loro volta, la Villa Antona Traversi e la Chiesa di S. Vittore, e sul lato sinistro, il Monumento ai Caduti Medesi, opera degli architetti Donini e Scala risalente al 1922.

Palazzo del Comune
Fu edificato tra il 1870 e il 1885 per volontà dell’allora sindaco di Meda Arcangelo Besana, che incaricò del pro- getto l’ingegnere Rivolta. Nel secolo successivo l’edificio ha subito importanti modifiche: la prima, nel 1910, che lo ha reso particolarmente adatto a ospitare servizi e uffici pubblici e la seconda, negli anni ’50, che ha promosso l’ammodernamento degli interni e la costruzione di una vasta sala destinata alle riunioni della Giunta Comunale e al sindaco. Nello stesso periodo il rinnova- mento ha interessato anche la parte esterna del Palazzo, a cui, peraltro, è stato aggiunto lo stemma del Comune, raffigurante il simbolo della città turrita che sovrasta uno scudo sannitico, decorato con foglie di lauro e quercia. Nello scalone dell’edificio è esposta una lapide in memoria di Luigi Rho, benefattore di Meda, al quale è dedicata anche una preziosa tela nella Sala della Giunta.

Villa Antona Traversi
Costruita sull’antico complesso monastico di San Vittore, abolito nel 1798 per ordine della Repubblica Cisalpina, la Villa è stata adibita a dimora signorile agli inizi del XIX secolo, dopo che il convento fu acquistato dal francese Giovanni Giuseppe Maunier. Dal 1830 la proprietà dell’edificio passò alla famiglia Antona Traversi, ancora oggi proprietaria dell’immobile. La Villa pur essendo stata trasformata in una costruzione di gusto neoclassico, ha mantenuto diverse tracce del vecchio monastero femminile quali la pregevole sala decorata con gli affreschi dei Fiammenghini e parte dell’archivio bene- dettino. Di particolare interesse è il recente museo sulla Grande Guerra (1915-18), istituito grazie all’interessamento del Commissario per i Cimiteri di Guerra, Giannino Antona Traversi, di cui, all’in- terno della Villa, sono conservate anche le opere letterarie, insieme ad alcuni documenti sulla storia del Convento di San Vittore.